“Efemera è una roba piccina, che dura poco. Come si dice però, roba cina, roba fina. Efemera ha una vita adulta di un giorno soltanto, ma che giorno glorioso; efemera è una metafora della promessa disattesa che la rivoluzione digitale ci ha portato in dono. Tutto, in ogni momento, ovunque, per sempre. E invece no.”

Uno dei redattori di efemera, in preda alla catarsi mentre succhiava un bif al limone che gli era andato direttamente alle meningi.

Questa efemera di cui si parla tanto è una rivista di racconti e fotografie un po’ particolare; così piccola che non ha nemmeno la maiuscola. Innanzitutto, noi non abbiamo intrallazzi con editori, e forse non riusciremo a far pubblicare il vostro Grande Romanzo Italiano. Mentre scriviamo queste righe non sappiamo nemmeno se avremo lettori – edit sì eccome! –, figuriamoci. Ma magari la moglie di un editor Einaudi sta segretamente leggendo la rivista, mentre si accarezza svogliatamente nella penombra della sua stanza da letto, sorridendo pensosa e meditando di fare il tuo nome la sera a cena, che c’è anche il direttore editoriale, e ha fatto il risotto col ribes. Chi può dirlo.

Inoltre, se vi perdete un numero, non vi sarà più possibile leggerlo. A meno che qualche vostra conoscenza non ve la passi sottobanco.

“Ma dove la trovo? E quando la trovo? E per quanto la trovo?”

Flavia, casalinga e aspirante lettrice di racconti.

Efemera esce circa ogni tre mesi, per un intero anno, il 2020. Questo significa 3 o 4 numeri, e poi basta. Lo promettiamo solennemente, non ci saranno altre pubblicazioni a tediarvi. Magari boh, un’uscita di Natale, uno speciale finale, lo fanno tutti ma poi basta giuringiurello.  La trovate scaricabile gratuitamente sul sito e ordinabile online. Abbiamo anche una piccola rete di distribuzioni in libreria, per ora a Milano, Bologna e Napoli, ma crescerà.

Ma che, si paga?

Sempre Flavia.

Beh, si paga il cartaceo, e solo per i costi di stampa e logistica. A noi non viene in tasca nulla. Oppure potete leggerla in e-book che è pure più ecofriendly, anche se poi il profumo della carta see vabbè.

Non potendo controllare la persistenza delle uscite cartacee, le facciamo stampare di qualità estremamente bassa, in modo che si deteriorino in fretta. Avevamo anche pensato ad un inchiostro fotosensibile, ma sai poi i costi Per aiutarci, vi chiediamo quindi di non diffondere il materiale scaricato, di cancellarlo alla fine della lettura e di bruciare le copie acquistate, possibilmente in una notte di luna piena. 

In più, la rivista è anticipata dalla pubblicazione web: ogni racconto viene pubblicato per un breve periodo sulla pagina principale. Lentamente, grazie a polvere di fata digitale, si consuma, brucia, svanisce, diventando sempre meno leggibile,

“In girum imus nocte et consumimur igni”

Virgilio, scrittore esordiente che si allena coi palindromi.

fino a essere rimpiazzato dai successivi. E infine, come detto, tutti i racconti saranno scaricabili nell’edizione trimestrale della rivista in e-book, pdf e carta (per un paio di mesi) .

“E dopo che il mio racconto è scomparso? Io cesso di esistere?”

Mario, aspirante scrittore ansioso.

No, non ti preoccupare. Se un albero cade nella foresta mentre stai scrivendo un racconto e nessuno lo legge, fa lo stesso rumore? Ovviamente sì.

Il tuo nome verrà citato prima del racconto, insieme a quello dei fotografi che hanno fornito le immagini, e verrà affisso su una Spoon River digitale corredato da una breve bio, ad imperitura memoria. Almeno fino a che non ci saremo stancati di pagare i server. (Genesi 3, 19). 

Efemera è un gioco. Non prendiamoci (tutti) troppo sul serio.